La nostra paura più profonda non è di essere insufficienti.
È di scoprire una forza che non sappiamo contenere.
Non è l’ombra a inquietarci davvero, ma la luce che abita in noi.
Ci chiediamo:
chi sono io per brillare,
per essere capace, creativo, pieno di dono?
Ma forse la domanda da ascoltare è un’altra:
chi sono io per non farlo?
Rimpicciolirsi non serve al mondo.
Sottrarsi non protegge nessuno.
Non c’è nulla di autentico nel nascondere ciò che può illuminare,
solo per evitare che altri si sentano messi in discussione.
Siamo nati per risplendere,
con la naturalezza dei bambini.
Siamo chiamati a rendere visibile ciò che portiamo dentro.
Non è un compito per pochi: è una possibilità per tutti.
In ciascuno vive come un diamante,
ampio, integro, ricco di sfaccettature.
Alcune riflettono subito la luce,
altre attendono tempo e cura per brillare.
Ma il diamante è intero,
non manca di nulla.
La differenza tra le persone non sta nel valore,
ma in quanta luce ciascuno permette alla propria anima di lasciar passare.
E quando accettiamo di risplendere,
anche senza volerlo,
apriamo uno spazio perché anche altri trovino il coraggio di fare lo stesso.


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