Condivido qui due piccole favole scritte in momenti diversi ,entrambe ispirate al mondo della mia infanzia, quello dei racconti Tolkien Ende e Saint-Exupéry. Autori del ‘900 che hanno toccato i grandi temi dell’umano in maniera così unica. Spesso con i ragazzi utilizzo la simbologia e i dialoghi presi dai loro libri. Credo che i loro scritti siano perenne fonte di ispirazione in qualunque età della vita.
“Lo Spiragonz e la chiave del mondo” è un piccolo racconto scritto nel 2012, nasce dal desiderio di realizzare una favola assieme alle mie due figlie che allora frequentavano la scuola primaria. Eleonora aveva nove anni e Francesca otto.
Loro agirono come illustratrici, creando i disegni. Il racconto che custodivo nel cuore doveva iniziare da un luogo caro alla mia infanzia e intrecciarsi con il loro presente. I nomi della storia sono ispirati al Quenya e al Sindarin, lingue elfice ideate da J. R. R. Tolkien. Nella favola si trovano inoltre numerosi richiami a Ende.
Così Isil o Elearin, Lerë o Nenwain non sono altro che riferimenti alle mie due figlie. Anche Atanvario, un piccolo personaggio che compare all’improvviso, rappresenta Alessandro, il più piccolo dei miei figli, che aveva soltanto quattro anni.
Se vuoi leggerla, è gratuita, le copie cartacee le ho terminate. Lo trovi su google libri a questo link – oppure direttamente qui sotto nella pagina incorporata.
L’altra favola che ho scritto è più recente ed istintiva, scritta in una notte, “Sugar Glider – alla ricerca dell’anello“, l’ho ideata per i miei 50 anni e stampata solo in cinquanta copie. E’ dedicata all’amore per le cose piccole e semplici. Anche questo è un racconto sull’importanza della cura reciproca, il valore dell’amicizia e la responsabilità che ne deriva, quella dell’addomesticare, scriverebbe Saint-Exupery, dove addomesticare non significa rendere docile, ma creare un legame. Lo trovi, sempre gratuitamente scaricabile su google libri qui, oppure direttamente qui sotto nella pagina incorporata.
